01 – I Miracoli della Consapevolezza e la Pratica della Meditazione



Sister Chan Dieu Nghiem dà inizio a questo ritiro introducendoci ai miracoli della consapevolezza e alla pratica della meditazione. La consapevolezza è un processo che ci invita a fermarci, fare un passo indietro, e osservare chiaramente ciò che è. Questo conduce alla comprensione e, di conseguenza, alla compassione e all’inclusione degli altri. Essere veramente vivi implica essere veramente presenti e consapevoli di ciò che è nel corpo e nella mente, permettendo al cuore di aprirsi. Il primo miracolo della consapevolezza è diventare veramente presenti, riconoscere, abbracciare, guardare in profondità, capire e infine trasformare.

La pratica include la consapevolezza del corpo, che il Buddha insegna attraverso le quattro posture: seduti, in piedi, sdraiati e camminando. Questa consapevolezza corporea regolare aiuta a sviluppare l’attenzione nelle attività quotidiane e facilita la pratica del lasciar andare. La meditazione, specialmente quella seduta, è praticata per calmare corpo e mente, nutrire il benessere, e portare uno stato mentale positivo nella vita quotidiana, permettendo di essere in contatto con la nostra vera natura. L’aspirazione chiara al benessere è fondamentale, e la pratica è intesa a beneficio di noi stessi, degli antenati e delle generazioni future.

La meditazione si basa su due aspetti interconnessi, visti come le due ali di un uccello nella tradizione di Plum Village: samatha (fermarsi/concentrazione) e vipassana (guardare in profondità). Lo scopo ultimo della pratica è porre fine alle afflizioni che derivano dai tre veleni: attaccamento/avidità, avversione/odio e ignoranza. Per avere successo nella meditazione seduta, è essenziale coltivare una mente felice e amorevole. La rabbia, che affonda le radici nella mancanza di comprensione, può essere superata attraverso la pratica della gentilezza amorevole.

Guardando in profondità in noi stessi, comprendiamo di essere condizionati dalla nostra famiglia, dagli insegnanti, l’ambiente e la coscienza collettiva, e riconosciamo che abbiamo sempre fatto del nostro meglio in base a questo condizionamento. La consapevolezza è la chiave per cambiare la nostra condizione attuale. Questa comprensione ci permette di perdonare noi stessi e gli altri, separando l’atto dalla persona.

Infine, la pratica include la cura dei contenuti mentali, applicando i quattro retti sforzi: sostenere i pensieri positivi manifesti e non manifesti, e non incoraggiare i pensieri negativi, lasciando andare quelli che si sono manifestati. Questi sforzi sono supportati dal triplice addestramento: sila (precetti), samadhi (concentrazione) e prajna (visione profonda), che sono essenziali per superare i tre veleni e interrompere ciò che ci lega alla sofferenza. In questo ci sostiene la meditazione, una pratica in cui possiamo nutrire la gioia.


La condivisione di queste registrazioni degli insegnamenti offerti durante i passati ritiri al Centro Avalokita è offerta in uno spirito di generosità, a beneficio di tutti coloro che potranno trarne ispirazione per la propria pratica. Pur essendo l’accesso libero, invitiamo tutti coloro che possono farlo con agio a offrire una donazione per sostenere le attività del Centro Avalokita, in particolare in questo periodo il completamento della nuova casa con cui il Centro Avalokita intende aggiungere nuovi alloggi per coloro che desiderano partecipare ai ritiri che vi si svolgono.