02 – I Sei Miracoli della Consapevolezza e l’Ideale del Bodhisattva



La pratica inizia con il riconoscimento dei “Sei miracoli della consapevolezza”. Il primo è diventare pienamente presenti, tornando al proprio respiro e riunendo così corpo e mente. Una volta presenti, il secondo miracolo è riconoscere, accogliere ciò che è presente, che sia dentro o intorno a noi. L’energia della consapevolezza permette di abbracciare ciò con cui entriamo in contatto, portando al terzo miracolo: la capacità di calmare. Quando la calma subentra, è possibile guardare in profondità (il quarto miracolo), il che conduce al quinto miracolo, ovvero la capacità di comprendere. Infine, la comprensione porta alla trasformazione, il sesto miracolo, poiché si sa cosa fare o non fare per realizzarla.

Per esempio, se la rabbia è presente, la consapevolezza permette di riconoscerla e abbracciarla come un genitore abbraccia un bambino. Stare con la rabbia la calma, consentendo di guardare in profondità le sue radici e riconoscere le cause e le condizioni, vedendo che sia noi che l’altro stiamo facendo del nostro meglio. Questa comprensione può far nascere amorevole gentilezza e compassione.

Queste pratiche personali sono fondamentali per l’Ideale del Bodhisattva, che si basa sulla convinzione che non possiamo essere veramente felici finché gli altri non lo sono; la felicità non è una questione individuale. Il voto del Bodhisattva (bodhichitta) è il desiderio di aiutare ad alleviare la sofferenza nel mondo. L’essenza dei precetti del Bodhisattva, compresi i Quattordici Addestramenti alla Consapevolezza dell’Ordine dell’Interessere, è la compassione e la saggezza. L’aspetto più importante di questi precetti è non abbandonare mai nessuno e non essere mai separati da un atteggiamento di amore e compassione.

Questi addestramenti, formulati da Thich Nhat Hanh nel 1966 in risposta alla guerra in Vietnam per incoraggiare l’impegno attivo con la sofferenza, sono una torcia che illumina il nostro sentiero. Essi spingono ad una visione profonda e all’intuizione, riflettendo il Nobile Ottuplice Sentiero che inizia con la retta visione. I precetti del Bodhisattva, a differenza di quelli più antichi, riguardano profondamente la mente. La pratica ci incoraggia a non aggrapparci a visioni e idee dualistiche e a coltivare l’apertura mentale.

Gli Addestramenti ci aiutano a riconoscere e a entrare in contatto con la natura dell’interessere di ogni cosa. In questo modo l’idea di un sé individuale e separato viene meno. Lasciare andare questa idea significa abbracciare la realtà che siamo molto di più di ciò che pensiamo di essere, poiché conteniamo i nostri antenati e siamo costantemente interconnessi con gli altri. La trasformazione di sé è trasformazione per tutti, un’azione che va oltre la nostra pelle.


La condivisione di queste registrazioni degli insegnamenti offerti durante i passati ritiri al Centro Avalokita è offerta in uno spirito di generosità, a beneficio di tutti coloro che potranno trarne ispirazione per la propria pratica. Pur essendo l’accesso libero, invitiamo tutti coloro che possono farlo con agio a offrire una donazione per sostenere le attività del Centro Avalokita, in particolare in questo periodo il completamento della nuova casa con cui il Centro Avalokita intende aggiungere nuovi alloggi per coloro che desiderano partecipare ai ritiri che vi si svolgono.